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In crescita nel 2011 i vini frizzanti italiani


Secondo le analisi di www.ovse.org nel 2011, oltre ai vini spumanti, anche i vini frizzanti nazionali hanno continuato a crescere, sul mercato nazionale e all’estero. Dopo il boom di inizio anni ’80, e un calo per 20 anni,la GDO nazionale registra un forte incremento (+10% per i dop e igp sul 2010) e nei winebar, come base per cocktail e spritz, l’aperitivo più diffuso in Italia con diverse varianti di colore e di mix I vini frizzanti piacciono per le caratteristiche di attualità, fresche, meno alcoliche e tradizionali,hanno raggiunto una ottima qualità, vengono offerti a prezzi decisamente alla portata di molte tasche.


Sono meno impegnativi, sono abbinabili con tutto, più tendenti al “secco” per cui ideali in ogni momento della giornata, ideale abbinamento con tutte le cucine soprattutto del nord e Est Europa e cucine vegetariane, meno gradi alcolici, per la maggior parte nascono e si producono in territori dove i piatti e le ricette richiedono le bollicine come abbinamento a tavola. Alimentazione e modernita’ possono essere i termini che ne decretano il successo. I vini effervescenti sono simbolo di emozione, di gioia, di convivialità. Il consumatore italiano punta sui vini frizzanti Lambrusco, Prosecco, Gutturnio, Riesling, Verdicchio, Soave, Trebbiano. I vini frizzanti piacentini negli ultimi anni hanno allargato l’area di consumo: in Piemonte, Toscana e Marche si sono aperti mercati interessanti, oltre ai tradizionali Lombardia, Emilia Romagna e Veneto che rappresentano ancora il 70 % delle vendite nazionali. In Italia i “genius loci” dei vini frizzanti sono in Emilia Romagna ( prima con circa il 50% della produzione totale), Veneto, Piemonte e Lombardia si contendono la terza piazza. Un quadrilatero che va dalle tipologie bianche a quelle rosse passando per i rosati. I vini frizzanti rosati stanno piacendo, ma soprattutto hanno un ottimo mercato all’estero grazie al Lambrusco Doc Modena che sta acquisendo sempre nuovi consumatori.

Nel 2011 il consumo di bottiglie totali è stimato in circa 380 milioni, di cui 90 milioni in Italia e 290 milioni all’estero. All’estero va la maggior parte della produzione: in Germania, in Russia, Est Europa, Sud America. Il prezzo medio all’origine varia dai 4,28 € dei frizzanti Dop varietali ai 1,70 € dei frizzanti generici. In totale si presume un fatturato all’origine di circa € 800 milioni di Euro, per un giro d’affari al consumo totale (Italia e Export) di 1,3 mld di Euro. Per i vini frizzanti, rispetto al 2010, si è constatato una crescita soprattutto riservata ai vini frizzanti Dop rossi e rosati (+10 %) e dei frizzanti generici bianchi (+7%).

Il mercato interno fa registrare buone performance di crescita (+8%), in particolare, nella ristorazione Lombarda e Piemontese. Nella Gdo c’è una conferma sostanziale dei dati 2010, poiché la Gdo nel 2011 fa registrare migliori risultati sui vini rossi e bianche tranquilli e sui vini spumanti generici e di metodo italiano. In crescita gli acquisti diretti dal produttore: si apre a breve la stagione degli acquisti in cantina. Si nota un leggero incremento (+3%) delle quantità prenotate in recipienti da asporto (una buona fetta di consumo di vini frizzanti nelle regioni del nord Italia viene realizzato con l’imbottigliamento in casa) e in bottiglie acquistate direttamente. Il fenomeno dell’enoturismo accompagna la crescita degli acquisti in azienda. Le vendite in cantina di vini frizzanti è pari al 2,8% del totale prodotto, è ancora in crescita e si presume nel 2012 in incremento. Anche i prezzi in cantina si mantengono a buon livello di soddisfazione: c’è un ritorno forte all’acquisto dal produttore per risparmiare. La gastronomia e la cucina nota in tutta la Food Valley Padana, diventa un abbinamento fondamentale anche per la crescita delle tradizioni enologiche locali.

Fonte: www.ovse.org

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