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È stata una delle prime aziende a importare il Sake in Italia, un legame continuo fatto di passione e di attenzione verso il vero spirito del Giappone quello di Ghilardi Selezioni. Martedì 18 Febbraio presso la sede della società di distribuzione a Bergamo verrà presentato ufficialmente Mizu Shochu con la presenza del produttore Jesse Falowitz alle ore 14.30.
“Mizu Shochu è il brand di Shochu che va ad espandere la nostra selezione di prodotti giapponesi a cui lavoriamo da anni- spiega il patron Pietro Ghilardi– Come azienda siamo stati tra i primi importatori di Sake in Italia e siamo molto legati e affascinati dalla cultura giapponese. Crediamo molto nell’incremento di questo settore, per questo abbiamo spinto per avere Mizu Shochu in Europa e siamo stati il primo loro mercato europeo”.
Una scelta ricaduta su Mizu Shochu, perché ha mantenuto un grado alcolico più alto, 35% e si presta oltre al consumo sia liscio che in miscelazione. Un distillato di carattere e innovativo, prodotto da una singola distillazione e può essere un’alternativa ad una vodka più saporita, complessa e carica di umami. Viene prodotto da Munemaza Shuzo Distillery nella città di Arita nella prefettura di Saga sull’isola di Kyushu e segue lo stile giapponese honkaku 本格焼酎, ovvero produzione di Shochu genuino e autentico.

Nel catalogo di Ghilardi Selezioni due versioni che vengono tradizionalmente serviti lisci ma ideale anche per craft cocktails:
Saga Barley: Honkaku Shochu prodotto con 67% orzo e 33% riso fermentato con black koji, raccolti nella prefettura di Saga. Dopo la fermentazione viene distillato una sola volta in alambicco pot still. Il distillato esce dall’alambicco a 45% e viene lasciato riposare per un anno in vasche di cemento smaltato. Dopo l’invecchiamento iniziale viene creata la cuvee assemblando il distillato con una percentuale di shochu affinati per 3 anni ed il grado alcolico viene ridotto a 35% per l’imbottigliamento. Con aromi di Sake, frutta tropicale, erbe fresche e pane. Al palato è ricco e cremoso con note che ricordano il cocco e la vaniglia.
Lemongrass: Honkaku Shochu prodotto con 95% riso fermentato con black koji e 5% di lemongrass fresca raccolta nel villaggio di Takeo, nella prefettura di Saga. Dopo la fermentazione viene distillato una sola volta in alambicco pot still. Il distillato esce dall’alambicco a 45% e viene lasciato riposare dai 6 mesi ad un anno in vasche di cemento smaltato. Successivamente il grado alcolico viene ridotto a 35% e imbottigliato. Con aromi di Sake e delicate note agrumate di lemongrass e cereali. Al palato è ricco, fresco e con un delicato ma persistente sentore di Lemongrass. Servito tradizionalmente liscio è ideale anche per craft cocktails.

Il Shochu è il tradizionale e più popolare distillato del Giappone. In particolare gli ultimi due decenni hanno visto un’esplosione nel consumo di Shochu artigianale e nel 2003, per la prima volta nella storia, il consumo di Shochu in Giappone ha superato quello di Sake. Il Shochu artigianale è prodotto da una singola distillazione in alambicco pot still. Peculiarità del Shochu è che la fermentazione inizia grazie al Koji, un microorganismo che generalmente cresce sul riso e che rilascia enzimi che convertono gli amidi in zucchero. 54 diversi ingredienti possono essere fermentati per produrre Shochu. I principali sono orzo, riso, canna da zucchero, patata dolce e grano. Più inusuali ma utilizzati sono il lemongrass, il te verde, i datteri, il daikon e lo shiso. Honkaku Shochu non può essere imbottigliato ad un grado superiore ai 45% e generalmente viene commercializzato a 25%. Mizu Shochu, prodotto dalla distilleria Munemasa Shozu di Arita è imbottigliato a 35%, il grado ideale per esprimere a pieno il carattere di questo distillato artigianale.
Il Shochu è il più antico distillato giapponese. Sebbene la parola Shochu appaia scritta per la prima volta nel 1559 , i primi distillati di riso arrivarono nel sud del Giappone già agli inizi del 1400. Ci sono diversi pareri riguardo a come la distillazione sbarcò in Giappone: chi sostiene che arrivò dal Siam (Thailandia) attraverso le isole Ryuku, oggi conosciuta come Okinawa e chi pensa alla Korea. Certo è che la produzione del Shochu si consolidò nell’isola di Kyushu, nel sud del Giappone, tutt’oggi sede di oltre 300 delle 470 distillerie di Shochu giapponesi. Nella sua storia centenaria il Shochu divenne inoltre la bevanda prediletta dei Samurai, che la usavano prima della battaglia per darsi coraggio e dopo la battaglia per disinfettarsi le ferite.
KYUSHU KICK COCKTAILS
- 30 ml Mizu ‘Saga Barley’ Shochu
- 30 ml Honjozo Akashi Tai Sake
- 20 ml Sciroppo di Orzata Maison Routin
- 25 ml Succo di Lime Fresco
Shakerare tutti gli ingredienti con ghiaccio | Double Strain servito in coppetta, cocktail fresco e leggero leggermente citrico.
“Spirits of Japan 2020” – Mizu Shochu con il produttore Jesse Falowitz
Martedì 18 Febbraio ore 14:30-16:00 – Ghilardi Selezioni – Bergamo
Per partecipare: ghilardiselezioni.typeform.com/to/mTPpZw
INFO: www.ghilardiselezioni.com
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